Ogni Donna è UNICA !

Ogni donna è unica,  qualcosa però le accomuna: la cellulite interessa 4 donne su 5, senza risparmiare nemmeno le magre!
I Morfotipi sono caratteri fisici ricorrenti, che rappresentano  le più diffuse forme  del corpo femminile:

ad ognuna,corrispondono diverse zone di accumulo lipidico  e differenti tipologie di inestetismi cutanei, 


TIPI DI INESTETISMI:CELLULITE EDEMATOSA = GONFIORE

Stadio iniziale, in cui domina la ritenzione idrica e uno stato generale  di gonfiore.  Pelle “a buccia d’arancia”.

CELLULITE ADIPOSA = ACCUMULO DI ADIPE:
Stadio avanzato, caratterizzato da un’anomala attività dei fibroblasti, degli adipociti  ed un microcircolo significativamente alterato.  La pelle si manifesta con l’aspetto a “materasso”.


ATONIA = PERDITA DI TONO:
Spesso accompagna i due stadi precedenti, ma può anche manifestarsi senza la cellulite. Comporta una ridotta elasticità e compattezza della pelle. 


Morfotipo RETTANGOLARE 


FORMA del CORPO: torace piccolo, spalle cadenti

ACCUMULO: non accumula facilmente. Cellulite edematosa a livello delle ginocchia.


PROBLEMA PRINCIPALE: Cellulite edematosa. Con l’avanzare dell’età, perdita di tono.


ESEMPIO DI DIETA: Prediligere un’alimentazione iperproteica senza latticini e zuccheri.
COLAZIONE: Uova , salmone o bresaola e pane integrale .
BREAK: Noci . 
PRANZO: Insalata di cereali integrali con carne o soia o seitan. 
BREAK: Insalata di frutta .
CENA: Carne, legumi o pesce con verdura.
Di grande aiuto Mangiare ad orari regolari ,Fare esercizi di respirazione quotidiani.


2 volte a settimana FARSI Massaggiare

per elasticizzare i tessuti ed attenuare smagliature localizzate,per rinnovare la cute per detossinare e sgonfiare la silhouette.

Morfotipo TONDO


FORMA del CORPO: 
gambe e braccia magre, spalle larghe, seno abbondante


ACCUMULO: addome e parte alta.


PROBLEMA PRINCIPALE : Cellulite adiposa. Con l’avanzare dell’età, perdita di tono.


ESEMPIO DI DIETA:  Scegli proteine al mattino e a pranzo. Carboidrati alla sera per favorire il riposo notturno.


COLAZIONE: Frittata con albumi.
BREAK: Mandorle . 
PRANZO: Pesce (salmone o sgombro) o soia o seitan con verdura .
BREAK: Frutta e yogurt .
CENA: Insalata di cereali con verdure o pasta integrale con verdure.


Ottimo sarebbe Rallentare i ritmi e il volume di lavoro.Scegliere discipline di auto-consapevolezza, come lo yoga, thai chi, pilates.


Tre volte a settimana FARSI Massaggiare

per un azione snellente, per elasticizzare i tessuti,per attenuare le smagliature, per rinnovare la cute 

Morfotipo ELLITTICO


FORMA del CORPO:  vita stretta, fianchi e spalle larghe.


ACCUMULO ADIPOSO: fianchi, pancia, gambe. 

PROBLEMA PRINCIPALE:
Cellulite edematosa. Con l’avanzare dell’età, perdita di tono.


ESEMPIO DI DIETA  Cercare il perfetto bilanciamento tra i 3 nutrienti (carboidrati, lipidi, proteine).
COLAZIONE: Avena con frutta secca e latte vegetale.
BREAK: Frutta e yogurt greco .
PRANZO: Pasta integrale o cereali con verdura .  
BREAK: Panino integrale con bresaola .
CENA: Carne, pesce, soia o seitan con verdura e pane integrale.


Molto utile ed efficace Dedicars iun po’ di tempo in solitudine. Non pretendere troppo da te stessa!

 Due volte a settimana FARSI Massaggiare

per azione drenante, per elasticizzare i tessuti, per ridurre smagliature, per ridurre gli accumuli, per rinnovare la cute.

Morfotipo TRIANGOLARE


FORMA del CORPO:  vita stretta, fianchi larghi, spalle strette.


ACCUMULO:  glutei e gambe. Cellulite edematosa e adiposa.


PROBLEMA PRINCIPALE: Cellulite edematosa ed adiposa. Con l’avanzare dell’età, perdita di tono.


ESEMPIO DI DIETA:  Frutta e verdura durante il giorno. Carboidrati e proteine la sera.
COLAZIONE :Porridge di avena o pane integrale con marmellata.
BREAK :Noci.
PRANZO:Insalata di cereali con pollo e verdura . 
BREAK:Insalata di frutta. 
CENA:Insalata di legumi e verdure.

Eccellente sarebbe Partecipare ad eventi sociali e stare in compagnia, Cantare o scegliere un’ attività nel tempo libero che ti permetta di sfogarti!


2 volte a Settimana FARSI Massaggiare

per elasticizzare i tessuti per ridurre la cellulite,per tonificare il corpo ed alzare il morale.

* La classificazione è basata sullo studio del Dottor Gualerzi Dieta SuperSalute 2016.

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Mi chiamo Francesco Costantini

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L’attività Fisica: Medicina NATURALE.

L’attività Fisica:
Medicina NATURALE.

“CAMMINATE e ANDATE in bici”

Così si RIDUCE
il rischio infarto
e L’attività fisica
assume sempre
più IMPORTANZA.

Tanto che
si definisce
come un vero e proprio
farmaco.

Esageriamo?

«No,
la denominazione
è più che giusta
perché attualmente
l’attività FISICO-MOTORIA
si può considerare
come un vero e proprio
farmaco
tra l’altro a BUON MERCATO
perché può arrivare
a costare
quasi NULLA,
bastano
un buon paio di scarpe comode
e una maglietta.

Ma in ambito di prevenzione
di numerose patologie
è estremamente importante».

Distinguiamo l’attività fisica
dallo sport
non agonistico
e agonistico.

«L’attività fisica
è tutto ciò che è movimento,
dall’usare meno l’auto
o i mezzi pubblici,
dal fare le scale
invece di prendere l’ascensore,
andare a scuola
o al lavoro
a piedi o in bicicletta.

Lo sport invece
non sarà agonistico
se non partecipiamo
a campionati
o iniziative ufficiali
e regolamentate,
tipo la partita di tennis
con l’amico
o il calcetto di sempre.

All’opposto
si parlerà di attività agonistica.

I rischi cardiologici, traumatologici
sono più o meno gli stessi,
se non più seri
durante attività non agonistiche
perché si tratta
spesso
di soggetti
non adeguatamente preparati, seguiti e studiati».

In Italia come siamo messi?

«Circa il 60% della popolazione dai 15 anni in su
non pratica
nessuna attività sportiva
e le statistiche dicono
che la percentuale di sedentari
è in aumento;

ad esempio in Svezia
solo il 9% della popolazione
non svolgerebbe
alcuna attività motoria
o sportiva.

In Italia sono quindi in aumento le malattie croniche
con costi sociali e sanitari».

Quanto è importante lo sport nella fase dell’ adolescenza?

«E’ estremamente importante
in primo luogo
per favorire
una crescita corporea armoniosa.

Poi aumenta
l’agilità e la forza,
migliora l’autostima,
favorisce l’apprendimento,
riduce l’ansia.

E spero che contribuisca anche ad allontanare un poco
i nostri figli
dall’uso sconsiderato
dei telefonini
e dai pericoli tipo
droghe ed abuso di alcolici».

Quale e quanta attività fisica
e sportiva va fatta?

«I dati non sono univoci.

Intanto è già qualcosa
se si abbandona la poltrona:
poi ognuno farà
quel che si sente.

I cardiologi parlano da tempo
di 10.000 passi al giorno
che equivalgono a circa
3-4 chilometri.

Io aggiungerei
con passo un po’ svelto,
non lento.

In alternativa
si possono usare la cyclette
o i tappeti mobili
o fare i giri in bicicletta
di 10-15 minuti al dì».

Quali sono i benefici
dell’attività fisica?

«Sono veramente tanti.

Raggiungere
e mantenere il peso ideale,
ma questo influirà
anche sul controllo
della pressione arteriosa
che a cascata
ridurrà il rischio
di malattie
come ictus e infarto.

Ma poi muovendosi di più
si riduce il rischio
del diabete
e i diabetici
vedranno ridursi
i propri valori,
come i dislipemici
vedranno abbassarsi
il colesterolo e i trigliceridi,
aumenta il colesterolo HDL
o buono,
cala il cattivo o LDL.

Aumenta il tono muscolare
e diminuirà
la «pancetta»
tanto importante
per i problemi che può dare
in ambito cardiologico
ma non solo
avendo un ruolo pro-infiammatorio.

Migliora
la capacità ventilatoria
dei polmoni
e l’ossigenazione dei tessuti.
E sono solo alcuni dei benefici».


#mass_FranCos 🎩 ❤

fonte R.d.C.
Dottor Vittorio Tromellini

Buone Notizie per l’Artrosi

Da oggi
una sola infiltrazione l’anno
per osteoartrosi.

L’acido ialuronico,
oltre che
in campo estetico,
per spianare le rughe
o per avere
labbra meno sottili,
viene utilizzato anche
in campo ortopedico
per il trattamento dell’osteoartrosi,
una patologia degenerativa
a carico della cartilagine
delle articolazioni
(come il ginocchio
e l’anca),
che rende
i normali movimenti
di tutti i giorni
spesso assai dolorosi.

Se ne è parlato
a Napoli,
nell’ambito del 101°
Congresso della SOTIMI

(Società di Ortopedia
e Traumatologia dell’Italia Meridionale
e Insulare),

con la presentazione
di un acido ialuronico
di nuova concezione,
che consente di eliminare
il dolore
con una sola applicazione.

Una vera rivoluzione,
resa possibile
dall’innovativa tecnologia
NASHA,
che per la prima volta consente di stabilizzare un acido ialuronico
identico a quello
normalmente presente
nella cavità articolare.

Nel nostro paese
sono circa 7 milioni
le persone,
per la maggior parte donne,
costrette ogni giorno
a convivere
con la dolorosa realtà dell’artrosi,
la cui origine
è da attribuirsi
a diversi fattori.

In primo luogo all’età,
poiché
la cartilagine articolare
si deteriora con gli anni.

In secondo luogo all’eccessivo carico,
che può verificarsi
in persone obese
oppure a seguito
di un’attività sportiva
troppo intensa.

L’osteoartrosi
è la seconda causa
di invalidità
e responsabile
del 27% delle pensioni
di invalidità
e può manifestarsi
anche in giovane età,
specie nel genere femminile.

Si tratta
di una patologia grave,
che deve
essere affrontata tempestivamente.

“ Se l’osteoartrosi
non viene gestita correttamente

– afferma
il Prof.
Gianfranco Tajana,
Ordinario di Istologia
ed Embriologia
alla Facoltà di Medicina dell’Università
di Salerno –

nel giro di 5 anni
il paziente va incontro
a una riduzione
della capacità lavorativa
fino al 40%,

in 10 anni
il 50%
è costretto
ad abbandonare
il posto di lavoro
e in capo a 20 anni,
nel 10% dei casi,
diventa
clinicamente disabile”.

“Il problema è
che la malattia
viene in genere curata
solo per il sintomo,
cioè il dolore

– sostiene
il Prof. Tajana. –

Ma questo approccio,
che si avvale
di farmaci antidolorifici
e antinfiammatori,
come i FANS,
oltre a non intervenire
sulla causa,
comporta
una serie di problemi
legati agli effetti indesiderati
di quei farmaci.

Con conseguenze
anche economiche estremamente onerose,
se si pensa che
il costo sociale medio dell’artrosi
è di circa 7.000 € l’anno
per paziente”.

Come raccomandato
dalle Società scientifiche internazionali,
la soluzione ottimale
per trattare l’osteoartrosi
non si basa
sull’uso
di farmaci antidolorifici,
ma è rappresentata
dall’infiltrazione intra-articolare
di acido ialuronico,
per ripristinare
le proprietà lubrificanti
ed elastiche
(c.d.visco-elasticità)
del liquido sinoviale
che la malattia
ha compromesso.

Gli spazi
all’interno
di un’articolazione
come quella
del ginocchio
sono riempiti
dal liquido sinoviale,
che svolge
importanti funzioni meccaniche
di lubrificazione
e protezione
dei tessuti articolari
ed è composto
in larga parte da acqua, proteine
e da glicosamminoglicani,
tra cui sopratutto
l’acido ialuronico.

Quest’ultimo
importante elemento
lubrifica e assorbe
gli shock
generati dal movimento.

Le proprietà meccaniche
del liquido sinoviale
sono
strettamente correlate
alle caratteristiche
dell’acido ialuronico,
in particolare
al suo peso molecolare,
cioè alla sua massa,
la quale è determinata
dalla somma
dei pesi atomici
di tutti gli atomi
che la costituiscono.

Se non è danneggiato
da invecchiamento
o da patologie,
l’acido ialuronico
normalmente presente
nelle articolazioni sane
è pari a circa
10 milioni
di peso molecolare
(10 mil Dalton).

Certo,
l’osteoartrosi è e resta
una patologia cronica
e tale rimane.

“ Ma la visco-supplementazione con acido ialuronico

– ricorda il Prof. Tajana –

oltre a rimuovere
il dolore,
reintegra la perdita
causata dalla malattia
e può agire anche
sulla patogenesi
della malattia,
a condizione che
sia praticata correttamente
e con costanza”.

Purtroppo, fino a ieri,
il trattamento richiedeva
3-5 somministrazioni successive
nel corso
dell’anno.

” Infatti,
fino a un recente passato,
avevamo a disposizione
acido ialuronico
di peso molecolare
molto inferiore
a quello normalmente presente nel cavo articolare –

spiega il Prof. Tajana.

“ In altre parole,
la tecnica faceva
“il verso alla natura”,
con il risultato
di rendere necessarie
numerose applicazioni
per ripristinare
un’adeguata visco-elasticità”.

D’altra parte,
per avere successo, questo tipo
di intervento
deve essere effettuato
in assenza di sintomi,
cioè quando il paziente
non prova dolore.

Un protocollo, questo,
che viene frequentemente compromesso
da una
compliance insufficiente
del paziente:

se una persona
non sente dolore,
in genere
non si sottopone
di buon grado
a numerosi cicli
di una procedura medica sicura, ma delicata
come la somministrazione intraarticolare.

“Oggi, siamo in grado
di superare questi limiti.

Qual è la novità?
Che è stato realizzato
un acido ialuronico
dal peso molecolare simile
a quello che normalmente
viene prodotto in natura

– afferma il Prof. Tajana.

“ Si può dire, cioè
che si è riusciti
a riprodurre ciò
che la natura fa normalmente”.

Il risultato
è stato reso possibile
dall’impiego
di una innovativa metodica,
la tecnologia
NASHA
(Non Animal
Stabilized HA)
per la stabilizzazione
di un acido ialuronico
di sintesi di origine
non animale,
ma batterica,
che permette
di ottenere
un prodotto
di elevata purezza, sovrapponibile
a quello prodotto dall’organismo umano, annullando il rischio
di reazioni anafilattiche presente
in altri prodotti.

” Lo straordinario vantaggio
di questo prodotto
è che,
a differenza
degli altri preparati
fino a ieri disponibili,
è sufficiente praticare una sola infiltrazione l’anno
oppure dopo 8-9 mesi

– afferma il Prof. Tajana.

“ È una vera rivoluzione,
sia dal punto di vista biologico,
perchè abbiamo
a disposizione
una molecola di sintesi
equivalente
a una molecola naturale, sia dal punto di vista clinico,
perchè avere
a disposizione
acidoialuronico
NASHA
ci permette di pianificare un protocollo di trattamento
davvero efficace
ed estremamente
interessante
per il paziente”.

L’acido ialuronico prodotto con tecnologia NASHA,
è un dispositivo medico indicato nel trattamento
sintomatico dell’osteoartrosi
del ginocchio e dell’anca e, rispetto agli altri prodotti
fino a ieri disponibili,
presenta numerosi vantaggi:

è il primo
acido ialuronico
che permetta
un trattamento
in un’unica
somministrazione,
con minori disagi
per il paziente,
e che consenta una reale e prolungata viscosupplementazione.

Ed è efficace
sin dal primo giorno: non è, dunque, necessario
attendere
3 o 5 settimane
per ottenere l’eliminazione del dolore, riducendo così
il consumo di farmaci sintomatici
in attesa dell’effetto voluto.

E con una sola applicazione
e quindi una sola seduta ortopedica,
invece di 4-5 sedute
e relative infiltrazioni, l’acido ialuronico NASHA
permette di conseguire anche
un risparmio economico,
riducendo
sia pur lievemente
il costo annuo
del trattamento.

Creare spazio alla GIOIA

Spesso diciamo
che siamo stanchi,
ma la verità è
che siamo tristi.

A volte
ci sentiamo stanchi,
avvolti in un quotidiano
grigio e bianco,
vuoto e privo di significato.

Quando ci chiedono
cosa c’è che non va,
spesso rispondiamo
che siamo stanchi,
solo questo
e nient’altro.

Tuttavia,
sotto quella stanchezza
senza forma o ragione
si nasconde la tristezza, quell’amico cinereo
che viene installato
senza permesso
nella mente e nel cuore
per inoculare l’apatia
e il raccoglimento.

Ammettiamolo,
tutti abbiamo vissuto
questa stessa situazione
ad un certo punto
della nostra vita.

Quando arriva
la tristezza,
la consideriamo immediatamente
come qualcosa
di sbagliato
o patologico.

Non ci piace
e vogliamo difenderci
da essa
senza fermarci
nemmeno a capire
la sua anatomia,
senza nemmeno scavare
nei suoi angoli melanconici
per acquisire qualcosa
di più profondo
di noi stessi.

Infatti,
a volte dimentichiamo che
la tristezza
non è un disordine,
che la tristezza
e la depressione
non sono la stessa cosa.

Finché questa emozione
non si estende
nel tempo
e non interferisce continuamente
con il nostro stile di vita.

Siamo sempre esausti,
ma sotto quella stanchezza
potrebbe esserci qualcos’altro.

Possiamo andare
dal dottore,
eppure le analisi
ci diranno che non c’è
un disequilibrio ormonale,
nessuna carenza di ferro
o qualsiasi altra patologia
di origine organica.

È molto probabile che
il professionista
della salute
ci dica
che potrebbe essere
il cambio di stagione,
una piccola distimia
tipica dell’autunno
o della primavera.

Qualcosa di leggero
e che può essere risolto
con un trattamento farmacologico
nel tempo.

Ora,
ci sono stati emotivi
che non richiedono affatto
l’aiuto della farmacopea.

Tuttavia,
dopo aver sperimentato
il suo impatto psicosomatico
nel nostro corpo
è normale essere spaventati
e commettere l’errore
di trattare il sintomo
senza prima affrontare
il problema:

la tristezza.

Perché ci sentiamo stanchi
quando siamo tristi?

I meccanismi cerebrali
che regolano
i nostri stati emotivi
sono piuttosto diversi
l’uno dall’altro.

Mentre la gioia
origina una serie
di connessioni
e iperattività
nelle nostre cellule
e regioni cerebrali,
la tristezza
è molto più austera
e preferisce risparmiare
sulle risorse.

Tuttavia,
lo fa per uno scopo
molto specifico.

È interessante sapere anche
che la struttura
che assume il controllo
nel nostro cervello
è l’amigdala,
ma attenzione,
solo una parte di essa.

Questa piccola regione
del cervello
è ciò che induce
quella sensazione
di stanchezza fisica…

Allo stesso modo,
gli stati di tristezza riducono
la nostra capacità
di attenzione
in tutti quegli stimoli esterni
che ci circondano.

Avviene questo
per una ragione
più che ovvia:
il cervello cerca di dirci
che è il momento
di fermarsi e pensare,
di riflettere
su certi aspetti
della nostra vita.

Cose che
dovremmo imparare
su questi stati occasionali
associati alla tristezza.

La tristezza occasionale,
che ci accompagna
per alcuni giorni
e che ci fa sentire stanchi, dispiaciuti
e sconnessi
dalla nostra realtà
è qualcosa che
non possiamo ignorare.

Trattare i sintomi,
risolvere
la nostra stanchezza
con le vitamine
o il nostro mal di testa
con gli analgesici
è inutile
se non arriviamo
alla vera radice
del problema.

Se non ci fermiamo
e ci occupiamo di ciò
che ci disturba,
ci infastidisce
o ci preoccupa,
è possibile che
quella palla
cresca più grande
e che la tristezza
sia più ampia.

Lungi dal vedere
la tristezza
come un disordine
da trattare,
dobbiamo vederlo
come una voce interiore
da ascoltare,
come un’emozione valida e utile
che è essenziale
per la crescita dell’essere umano.

La tristezza è un avvertimento.

La perdita di energia,
la stanchezza
e la mancanza
di risorse mentali
giorno per giorno
sono solo i sintomi
di un evidente problema che dobbiamo risolvere
prima che diventi più grande.

Un buon MASSAGGIO, almeno una volta a settimana, porterà via piano piano la tristezza per per creare spazio alla Gioia.

#mass_FranCos

Estratto di Aloe con Limone ed Olio di Mandorle Puro .


Per uso esterno
il gel di Aloe Vera è noto
per le sue proprietà antinfiammatorie,
lenitive e stimolanti
per la rigenerazione cellulare, idratanti, rinfrescanti,
e cicatrizzanti.

Il suo uso è ideale
in caso di pelle secca
e danneggiata, eritema solare, irritazioni cutanee e ustioni, punture di insetti, prurito, abrasioni e dermatiti,
lesioni ulcerative, piaghe.

Infine
la sua consistenza gelatinosa
lo rende un ottimo veicolante
di oii essenziali .

#mass_FranCos

Cibo, sesso e sole: la ricetta per produrre gli ormoni della felicità

Ci sono sostanze
nel nostro corpo
che aiutano a sentirci soddisfatti, rilassati e felici:
ecco quali
e come produrne di più
per assicurarsi
del buon umore immediato.

Uno studio della psicologa
Sonja Lyubomirsky dell’Università della California
lo conferma:
il nostro stato d’animo
influenza il presente e il futuro.

Insomma, se siamo felici
saremo in grado di affrontare
le sfide quotidiane
mentre se siamo tristi
faremo più fatica
fino a subire
un vero e proprio stop.

Per fare in modo
che il sistema del buon umore funzioni,
dobbiamo imparare a conoscere alcune delle sostanze
che lo governano
come
dopamina, serotonina
e ossitocina.

I neurotrasmettitori
di questo tipo
stimolano spontaneamente
una serie di reazioni chimiche che aiutano a contrastare
gli stati negativi
e a promuovere il buon umore.

Vediamo a cosa servono
queste sostanze
e come fare per stimolarne
la produzione
e aumentare la nostra felicità.

Dopamina
per sentirsi più motivati;

Avete presente
quella soddisfazione
che proviamo
quando raggiungiamo
un obiettivo importante
o semplicemente ascoltiamo
la nostra musica preferita?

La responsabile
di questa emozione
è la dopamina,
che si attiva in questi casi
e avvia una sensazione
di benessere e piacere.

Per stimolare questa sostanza
vi basterà svolgere
tutte quelle attività
che generalmente generano appagamento e soddisfazione.

In cima alla lista troviamo
una buona attività sessuale,
le risate, l’attività fisica,
la musica
o il vostro cibo preferito.

Serotonina
per stimolare il buon umore;

È la sostanza più utilizzata
nei farmaci che curano
la depressione
proprio perché
è la maggiore responsabile
del buon umore.

Oltre a questo,
si occupa anche del sonno,
del desiderio sessuale
e dell’appetito.

Per stimolarla
ci possiamo ricaricare
con la vitamina D
che viene prodotta dall’esposizione solare,
possiamo concederci
un MASSAGGIO rilassante
che aiuta a ridurre lo stress
o ancora
potremmo provare a ricordare
o visualizzare momenti felici passati o futuri.

Ossitocina
per i rapporti interpersonali;

L’ossitocina,
detto anche ormone dell’amore, viene rilasciata
con abbracci ed effusioni.

Questa sostanza
sembra essere un vero e proprio collante
per le relazioni sentimentali
e di amicizia
perché genera empatia
e favorisce l’affetto reciproco.

Per stimolare la sua produzione dovrete semplicemente abbracciarvi
o dimostrare il vostro affetto
a un’altra persona,
l’ossitocina vi renderà felici.

#mass_FranCos

fonte : Grazia

Il Massaggio è la risposta naturale a moltissime malattie”

L’ossitocina (OT) è noto come “l’ormone dell’amore”, in quanto favorisce le interazioni sociali ed è implicata in molteplici aspetti della vita affettiva e relazionale, ma non solo: in realtà è molto molto di più. 

E’ fondamentale perché aiuta a ridurre la pressione arteriosa ed i livelli di cortisolo; aumenta la soglia del dolore; riduce l’ansia, il nervosismo, gli attacchi di panico e promuove anche la crescita e la guarigione. 

È scientificamente provato che l’ossitocina induce autostima e fiducia in sé. Non a caso alcune star del cinema e della tv, utilizzano uno spray all’ossitocina, per contrastare la paura di esibirsi in pubblico.


Ci sono stati, in passato, diversi studi che hanno cercato di correlare il massaggio e la produzione di ossitocina negli esseri umani, ma l’ultimo è quello che ha dato i risultati più evidenti. 


Questo studio è stato effettuato presso l’Università della California, Los Angeles (UCLA), una delle Università di ricerca tra le più prestigiose al mondo. 95 persone hanno dato il proprio consenso informato per partecipare allo studio.

Il gruppo di intervento era formato da 65 partecipanti, mentre il gruppo di controllo da 30 partecipanti.
I ricercatori hanno esaminato l’effetto del massaggio sull’ossitocina e hanno anche misurato il suo effetto su altri fattori fisiologici, tra cui l’ormone adrenocorticotropo o corticotropina (ACTH), l’ossido nitrico (NO) e l’endorfina beta (BE).


Per il gruppo di intervento, che ha ricevuto il massaggio, il team di ricerca ha effettuato il prelievo di sangue prima e dopo 15 minuti di massaggio.

Al gruppo di controllo (quello a riposo) è stato effettuato un primo prelievo subito e un altro dopo 15 minuti di riposo.


Confrontando i risultati tra coloro che avevano ricevuto il massaggio e coloro che erano stati a riposo, ci sono state differenze significative.


Ne è venuto fuori che nel gruppo che ha ricevuto il massaggio, l’OT è stata liberata in quantità notevoli (e badate, dopo soli 15 minuti di massaggio), in modo naturale; inoltre sono diminuiti ACTH, NO e BE. 


Questi risultati possono aiutare a spiegare i meccanismi attraverso i quali un “semplice” massaggio migliori la risposta a numerose malattie.

Francesco

fonte: C:S. -Universo Massaggi

Che Aiuto può darti un MASSAGGIO ???

Diversi studi hanno accertato che
molte emozioni vengono per così dire “TRATTENUTE” nei muscoli
provocando contrazione e tensione:

il massaggio riesce a sciogliere e rilasciare
i blocchi muscolari che rendono il corpo
rigido e disarmonico e libera i muscoli
dalla dolorosa sensazione di stanchezza.

Il massaggio svolge poi un’azione benefica sull’apparato scheletrico,
migliorando la funzionalità della zona trattata.

Più in generale, il massaggio è consigliabile
in caso di cattiva circolazione, reumatismi, artrosi, emicrania, cellulite, stanchezza, depressione, ansia e stress.

Stress, affaticamento o
semplice voglia di un po’ di coccole?
Sono tanti i motivi per cui un buon massaggio può far bene alla nostra salute.

Uno dei primi aspetti positivi in un buon massaggio è che è in grado di sciogliere
le tensioni muscolari e diminuire lo stress.

Il massaggio poi aiuta a rendere più forte
il nostro sistema immunitario.
Lo sfregamento sulla pelle infatti provoca
un movimento di liquidi che favorisce l’eliminazione delle tossine e, di conseguenza, un miglioramento nell’apparato immunitario.

Le signore sanno quanto un buon massaggio possa prevenire e curare problemi come
la cellulite, sempre grazie al movimento
dei liquidi nonché al modellamento del corpo.

Un buon massaggio riduce lo stress
e questo porta a vantaggi
a tutto il nostro organismo perché favorisce
la circolazione apportando benefici al cuore
e alla respirazione, regalando al nostro corpo maggiore salute.

Un bel massaggio ci regala quel senso
di calore e tranquillità
che ci aiuta ad essere più sereni e felici.